Area riservata associati
I vantaggi di Ubifondo I vantaggi fiscali

I vantaggi di Ubifondo

I vantaggi fiscali

I VANTAGGI MONETARI

Il fondo pensione è oggi lo strumento finanziario di risparmio di lungo periodo più vantaggioso che esiste a livello fiscale. I vantaggi di natura monetaria infatti sono presenti in tutte le fasi di partecipazione ad un fondo pensione, ovvero nella contribuzione, nella maturazione dei rendimenti sulla posizione e sulle prestazioni a cui ha diritto l’associato.

I vantaggi monetari, tuttavia non si riducono solamente a vantaggi di tipo fiscale.  Infatti l’adesione a UBIFONDO in caso di contribuzione da parte del lavoratore di una quota del suo stipendio oltre al Tfr, dà diritto a ricevere una quota ulteriore da parte del datore di lavoro, pari a più del doppio di quella minima prevista per il lavoratore.


I VANTAGGI FISCALI

I vantaggi fiscali che qui rappresentiamo sono validi per le somme maturate a partire dal 1 gennaio 2007 per gli associati iscritti dopo il 24/04/93 e in via opzionale per i cosiddetti “vecchi iscritti” (link al regime transitorio). Inoltre, gli anni di partecipazione ante 2007 alla previdenza complementare sono validi fino ad un massimo di 15 anni ai fini della determinazione dell'aliquota applicabile sulle prestazioni.

Fase della contribuzione
I contributi versati al Fondo non concorrono a formare il reddito imponibile. Questo comporta che i contributi a carico dell'iscritto siano deducibili dal reddito complessivo Irpef e, pertanto, l'associato beneficia di un risparmio fiscale pari all'aliquota dell'ultimo scaglione del suo reddito.

Allo sconto fiscale provvede l'azienda direttamente in busta paga senza alcun adempimento a carico dell'associato. Il limite annuo di deduzione è pari a € 5.164,57 (somma del contributo del datore di lavoro e del contributo versato dal dipendente).

Inoltre è riconosciuta la possibilità, per i neo-occupati dopo il 1° gennaio 2007, di poter dedurre contributi per un importo superiore al predetto limite ma solo relativamente ad un periodo limitato di anni, ovvero nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione. In sintesi, dal 6° al 25° anno di permanenza si possono dedurre le somme non dedotte nei primi 5 anni di iscrizione, con un importo annuo di deduzione comunque non superiore a € 7.746,86.

Fase dei rendimenti
I rendimenti maturati sono tassati con un'aliquota agevolata del 20%, ma per i rendimenti derivanti da titoli pubblici italiani o da quelli ad essi equiparati, è previsto un meccanismo agevolativo della base imponibile che riduce il prelievo fiscale al 12,50%. Pertanto la tassazione complessiva dipenderà dall’incidenza delle fonti di rendimento. Ad esempio, ipotizzando un rendimento del 5%, di cui il 40% derivante da investimenti in titoli di stato ed il restante 60% da azioni ed obbligazioni corporate, il prelievo fiscale complessivo sarebbe del 17% (12,50%x40% + 20%x60%).

Fase delle prestazioni
Le prestazioni finali, sia in forma di rendita che di capitale, (esclusi i contributi non dedotti, le quote di contributi eccedenti il limite di deducibilità e  i rendimenti maturati tassati in fase di versamento/maturazione) scontano una imposizione con aliquota del 15% che si riduce dello 0,30% all'anno per ogni anno di permanenza oltre il quindicesimo, fino ad un'aliquota minima del 9%.
Il regime fiscale previsto per le prestazioni finali si applica anche alle anticipazioni in caso di gravi malattie e parziali (nei casi di inoccupazione per un periodo di tempo tra i 12 e i 48 mesi ovvero in caso di ricorso a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria), al riscatto totale (per i casi di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo e per i casi di inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi) e ai riscatti per premorienza dell'iscritto.

Le anticipazioni per l'acquisto della prima casa per sé e per i figli, quelle per la ristrutturazione della casa di abitazione; le anticipazioni legate ad ulteriori necessità dell'iscritto e tutte le altre tipologie di riscatto sono assoggettate ad imposizione con aliquota unica del 23%.

L'aliquota fiscale del 23% si applica anche in caso di riscatto in via immediata per perdita dei requisiti di partecipazione al fondo.

Fattispecie Tassazione Vigente
Prestazioni pensionistiche in capitale e in rendita, Anticipazioni per spese sanitarie, Riscatti parziali/totali/premorienza     15% nei primi 15 anni e -0,30% per ogni anno successivo fino al 9%
Anticipazioni per acquisto / ristrutturazione prima casa
Anticipazioni per ulteriori esigenze
Altri riscatti (perdita dei requisiti)
23%


REGIME TRANSITORIO

Il regime fiscale della previdenza complementare ha subito negli anni più di una modifica. Infatti per gli associati che hanno iniziato a versare contributi prima del 31/12/2000 le prestazioni erogate dovranno essere suddivise, dal punto di vista fiscale, in tre parti:

1. una parte corrispondente al montante maturato fino al 31 dicembre 2000 alla quale si applicano le norme tributarie in vigore a quella data,ovvero:

  • per la rendita, imposizione ordinaria Irpef sull'87,5 per cento della c.d. rata-base;
  • per le somme una tantum, imposizione separata con aliquota del Tfr per i “vecchi” iscritti e aliquota media del reddito di riferimento per i nuovi iscritti;
  • per i rendimenti finanziari maturati fino al 31 dicembre 2000 – relativi a prestazioni in capitale erogate ad un “vecchio” iscritto in dipendenza di un contratto di assicurazione – applicazione della ritenuta del 12,5 per cento di cui all'art. 6 della legge 482/1985);

2. una parte corrispondente al montante maturato dal 1° gennaio 2001 e fino al 31 dicembre 2006 alla quale si applicano le norme tributarie in vigore prima dell'applicazione del D.Lgs. 252/2005, ovvero:

  • per la rendita e per i riscatti c.d. volontari, imposizione ordinaria Irpef sulla parte di prestazione corrispondente al netto dei redditi già tassati;
  • per le prestazioni in capitale, per le anticipazioni e per i riscatti c.d. involontari, aliquota media del reddito di riferimento sulla parte di prestazione corrispondente al netto dei redditi già tassati
  • le  anticipazioni  sono  tassate  separatamente  dagli  altri  redditi  del  lavoratore  includendo  però  nel  reddito  imponibile anche i rendimenti conseguiti.

3. un'ultima parte corrispondente al montante maturato dal 1° gennaio 2007 alla quale applicare le nuove e più favorevoli disposizioni fiscali (in generale, aliquota dal 15 al 9 per cento sulle prestazioni al netto dei redditi già tassati; aliquota del 23 per cento per le anticipazioni diverse da quelle per spese sanitarie e per i riscatti non espressamente disciplinati dal D.Lgs. 252/2005).

Si consideri, infine, che la tassazione separata sulla parte delle prestazioni riferibili agli importi maturati prima del 31 dicembre 2006 prevede l'applicazione di aliquote e scaglioni in vigore nell'anno in cui è maturato il diritto alla percezione.

Regime opzionale per i vecchi iscritti

Al momento di accedere alla prestazione pensionistica complementare, i vecchi iscritti avranno la facoltà di scegliere di richiedere la prestazione pensionistica tutta in forma di capitale (relativamente a tutta la posizione individuale), ma scontando il regime tributario vigente alla data del 31 dicembre 2006 anche sul montante accumulato a partire dalla data del 1° gennaio 2007, oppure di applicare sulle somme maturate dal 2007  la nuova disciplina civilistica (che limita la prestazione in capitale al 50 per cento della posizione individuale) e fiscale (ritenuta a titolo di imposta con aliquota dal 15 al 9 per cento).

Organi sociali